Dicembre 2016

Mappare le economie di frontiera

Mappare le economie di frontiera

Gli attori globali che puntano a una crescita a due cifre cominciano a veder scarseggiare le opportunità. Colossi emergenti come Cina, Russia e Brasile stanno attraversando una fase di rallentamento economico. Stanno diventando sempre più costosi come base operativa e l’import-export è più difficile che in passato.
Di conseguenza i Paesi a basso reddito e ad alto rischio sono sempre più considerati dalle multinazionali sia come nuovi mercati di sbocco per i propri prodotti sia come piattaforme da cui esportare altrove. Anche laddove la concorrenza è alterata dall’intervento governativo, gli attori stranieri che individuano i settori giusti e si muovono con le giuste strategie possono ottenere risultati interessanti.
Il primo passo per identificare le opportunità in un’economia di frontiera è valutarne il panorama competitivo nei diversi settori sotto due profili:
1. In che misura la redditività dipende dalla competizione tra aziende e non dalle politiche o dagli interventi governativi.
2. Se il settore di interesse è orientato principalmente al commercio interno o alle esportazioni.
A questo proposito l’articolo individua quattro categorie in cui un settore può collocarsi e a ognuna assegna una strategia diversa, dalla più normale (far leva su capacità esistenti, adattarsi alle preferenze locali) alla meno conosciuta (rendersi indispensabili a potenti attori locali).
In questo articolo gli autori offrono alle aziende un quadro di riferimento che le aiuti a capire se e dove entrare in gioco e come risultare vincenti negli spazi in cui scelgono di competere.

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