SISTEMA ITALIA

L'ottimismo sulle prospettive economiche fatica a emergere

I dati sull’evoluzione economica italiana si succedono continuamente, dando luogo a visioni e impressioni diverse, spesso contrastanti fra di loro. Alle raffigurazioni positive, evocanti una crescita (provenienti soprattutto da fonti in qualche modo riconducibili al Governo) si contrappongono letture opposte che disegnano un quadro negativo, talvolta, con previsioni di un ulteriore peggioramento.

Nel ricevere queste comunicazioni contraddittorie, gli italiani sono spesso disorientati, sia per quel che riguarda il bilancio dei mesi trascorsi sia, specialmente, per la percezione della possibile evoluzione in quelli a venire. Nel complesso, sembrano però trovare ancora largo spazio gli atteggiamenti di tipo pessimista, che contribuiscono a delineare uno scenario in buona misura negativo del “mood” sulle tematiche economiche.

È ciò che emerge da un recente sondaggio, condotto dall’Istituto Eumetra Monterosa su un campione rappresentativo della popolazione al di sopra dei 17 anni di età. Osservando il passato degli ultimi due anni (vale a dire, grossomodo, il periodo di azione del Governo in carica), infatti, solo il 3% dei rispondenti definisce “migliorata” la propria situazione economica. Oltre a una comprensibile, pur se modesta, accentuazione tra chi indica una intenzione di voto per il Pd (trattandosi del partito di Governo), emerge una maggiore frequenza relativa di questa affermazione tra chi possiede un titolo di studio più elevato e tra chi esercita una professione di più alto livello, come imprenditori, dirigenti e liberi professionisti.

Dunque, il miglioramento della propria situazione economica è percepito in misura maggiore da chi riveste una posizione sociale in qualche modo privilegiata. Anche qui, comunque, questa risposta ottimistica non arriva a superare il 9%. Insomma, sono pochi gli italiani che manifestano una vera soddisfazione sul recente andamento dell'economia.

Molto più consistente (37%) è la frequenza di chi si dichiara in ogni caso contento della propria condizione economica attuale, ma la considera sostanzialmente invariata rispetto a due anni fa. Nell’insieme, dunque, circa il 40% del campione definisce “positiva” la propria condizione economica, pur senza notare grandi mutamenti negli ultimi due anni.

Ma il restante 60%, la maggioranza dei rispondenti, ha una percezione opposta e reputa “negativa” la situazione economica attuale propria e della propria famiglia. Anche tra costoro una larga parte (31%) non ritiene di rilevare variazioni significative negli ultimi due anni: ma vi è chi, viceversa, denuncia un peggioramento, più o meno sensibile, del proprio status economico. Si tratta di ben uno su tre (29%), specie negli strati più deboli della società: gli anziani oltre i 65 anni, con basso titolo di studio (quasi la metà, il 44%) e, comprensibilmente, i disoccupati, tra cui l’atteggiamento pessimista supera il 50%.

C’è, insomma, una parte consistente di popolazione (che non a caso appartiene agli strati sociali più svantaggiati) che vive assai male l’attuale congiuntura e ha la convinzione che le cose siano andate via via peggiorando nell’ultimo periodo.

Ma per il futuro? Gli italiani intravedono una svolta in positivo della loro condizione economica? Ancora una volta, il campione è fortemente diviso. Solo per una minoranza (9%), la propria situazione, dal punto di vista economico, addirittura migliorerà di qui a un anno. Questi ottimisti (beati loro) sono relativamente di più tra quanti posseggono una laurea o sono oggi studenti universitari che si apprestano ad entrare nel mondo lavorativo e sono comprensibilmente speranzosi a riguardo. Ma esprimono una visione positiva anche coloro che affermano comunque che la loro condizione resterà “positiva come ora”, senza prevedere particolari variazioni. Si tratta di ben il 42%, con una accentuazione tra chi si trova in un’età lavorativa matura (45-65 anni).

Ancora una volta, tuttavia, l’altra metà del campione intervistato propone un'opinione opposta e meno confortante. Secondo il 32%, il proprio stato economico rimarrà “negativo come ora”. E secondo un altro 15% andrà senz’altro peggiorando nei prossimi mesi. Questa visione più fosca è manifestata soprattutto dalle fasce più esposte alla crisi economica, vale a dire gli anziani oltre i 65 anni, i possessori dei titoli di studio meno elevati, le casalinghe e i disoccupati.

Nell’insieme emerge dunque un clima di opinione diviso, dove a una consistente quota di soddisfatti (più per le aspettative sul futuro che nel bilancio degli ultimi due anni) si contrappone, specie negli ambiti sociali e occupazionali più bassi, un'estesa preoccupazione e una diffusa delusione per l’evoluzione del proprio status economico. Una vera e propria frattura di percezioni che caratterizza oggi la nostra società e che può anche essere l’effetto della crisi economica che ha accentuato le differenze sociali. Resta il fatto che una così ampia estensione delle visioni negative non può che rappresentare un fattore di preoccupazione per gli sviluppi futuri del Paese.


Renato Mannheimer, sociologo, Eumetra Monterosa.

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