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L'impresa concentrica: modelli e strategie ai tempi del caos

In un contesto economico e geopolitico incerto caratterizzato da elevata volatilità e fenomeni di disruption, la trasformazione è sempre più un imperativo da perseguire per le aziende che desiderano rimanere competitive sul mercato. In questi "tempi del caos", in cui tutto è fluido e in continuo mutamento, ha ancora senso parlare di strutture organizzative e modelli di business? Forse sì, di certo però non sono più quelli a cui eravamo abituati fino a poco tempo fa, visti gli stravolgimenti avvenuti in quasi tutti i settori. Servono quindi nuovi parametri e un nuovo approccio per interpretare le categorie tradizionali ormai desuete.

L'impresa classica a integrazione verticale e di stampo piramidale, dove tanto i ricavi quanto i costi erano in capo all'imprenditore ha lasciato il posto alle cosiddette imprese commons a rete e di stampo partecipativo, in cui i ricavi e i costi erano distribuiti tra tutto il network di contribuenti all'impresa. Oggi invece sta emergendo un nuovo modello d'impresa a integrazione verticale ma di stampo partecipativo, dove la parte più profittevole dei ricavi rimane in capo all'imprenditore, mentre la parte più onerosa dei costi viene distribuita su tutta la rete di stakeholder dell’impresa: siamo nell'era delle imprese concentriche.

Jacopo Perfetti, imprenditore e docente della SDA Bocconi, nel suo ultimo libro Impresa concentrica. Strategie competitive ai tempi del caos, partendo dall’osservazione di diverse aziende in differenti settori, descrive un nuovo modello di business che trae vantaggio dall’incertezza e dalla complessità dei mercati.

Tom Goodwin, in un celebre articolo uscito su TechCrunch, descriveva così l’attuale contesto competitivo: «Uber, la più grande compagnia di taxi al mondo, non possiede alcun veicolo; Facebook, il più grande media owner al mondo, non crea alcun contenuto; Alibaba, il più grande retailer al mondo, non possiede alcun magazzino. E Airbnb, l’accommodation provider più grande al mondo, non possiede alcun immobile».  Queste piattaforme, facendo incontrare direttamente domanda e offerta in modo semplice e veloce, sfruttano a loro vantaggio gli effetti della disintermediazione riducendo sia i costi di avviamento sia quelli di mantenimento. Molte di queste aziende, pur mantenendo parte delle logiche dell’impresa di stampo piramidale, beneficiano dei vantaggi delle aziende di stampo partecipativo, creando un nuovo modello di impresa denominato appunto concentrica. Dove il prefisso latino com- (insieme) si riferisce alla sfera della produzione basata sulla collaborazione con un network di stakeholder, mentre -centrum (centro) riguarda i profitti che sono totalmente o per la maggior parte accentrati. Grazie a strutture snelle e flessibili, le aziende che adottano questo modus operandi saranno in grado di creare attività uniche e distintive riducendo i costi, incrementando i profitti e mantenendo il controllo al centro.

All'interno del libro, Jacopo Perfetti propone un modello chiaro ed efficace per costruire un'impresa concentrica, o ripensare la propria impresa in ottica concentrica, con il fine di massimizzare i profitti e creare valore per i propri clienti. Lo schema di riferimento proposto per attuare questa trasformazione è basato su quattro fasi: definizione di una value proposition, costruzione del concentric value system, creazione della Market Driven Stakeholders Community, definizione di un piano economico-finanziario.

Questa tipologia d’impresa non è però adatta a qualsiasi contesto, ma trae il suo massimo vantaggio competitivo operando all’interno di uno specifico ambiente socio economico, definito i "tempi del caos".

Le organizzazioni si trovano a operare in un contesto incerto e ricco di minacce che possono però essere trasformate in opportunità e punti di forza. Le imprese concentriche traggono vantaggio proprio dalle attuali condizioni di mercato e, in particolare, da cinque fenomeni socio-economici, racchiusi all’interno del significativo acronimo c.h.a.o.s: change, not crisis (cambiamento non crisi), half entrepreneurs (nuove figure imprenditoriali ibride adatte a nuove economie), abundance unexploited (abbondanza non utilizzata), open innovation (innovazione aperta), sharing & access (condivisione e accesso).

Messa sotto stress dallo shock dei mercati attuali, l’impresa concentrica né s’infrange né rimane immutata ma si plasma e trae vantaggio dai cambiamenti e dalla volatilità esterna.

Quello che sta accadendo, ormai da alcuni anni, nel mercato globale è un fenomeno decisamente disruptive che mostra come sia possibile per nuovi player, partiti da zero, arrivare a sfidare grandi imprese consolidate grazie a un nuovo modo di pensare il proprio business e alla capacità di mettere a valore risorse che prima erano considerate solo un costo. Ridurre i costi, aumentare i margini e creare valore in tempo di caos è difficile, ma non impossibile, e di sicuro rappresenta la nuova sfida per le imprese che desiderano rimanere competitive all'interno di mercati in continua evoluzione.

IL LIBRO

Jacopo Perfetti, L’impresa concentrica. Strategie competitive ai tempi del caos, McGraw-Hill Education, Milano 2016, pag. 145, prezzo euro 24,00.

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