SPECIALE La consulenza manageriale in Italia nel 2010

In un mercato che fa fatica a riprendersi dai colpi della crisi, il Management Consulting in Italia deve trovare nuove strategie per rafforzare la propria presenza sia nel settore privato sia in quello pubblico. Il settore della consulenza in Italia produce un fatturato pari a 3,5 miliardi di euro, con un contributo pari allo 0,25% del PIL nazionale inferiore rispetto alla media europea che ha un valore pari allo 0,38%. Il settore della consulenza di direzione ha subito nel 2009 una contrazione del fatturato di circa il 5%, e un ulteriore riduzione dell’1% è attesa per il 2010. Il mercato della consulenza è molto frammentato: sono presenti 13.400 imprese, l’85% delle quali opera con meno di tre addetti, e dove le prime 10 aziende detengono una quota di appena il 20% del mercato; il complesso delle imprese occupa 45.000 addetti.La “produttività” delle aziende sembra essere migliorabile: il fatturato pro-capite in Italia è pari a 80 mila euro l’anno, pari a circa la metà del benchmark europeo. A questo va aggiunto che le imprese più piccole, con meno di tre addetti, “sopravvivono” con un fatturato pro capite inferiore ai 50 mila euro, un valore che evidentemente impedisce loro di investire per il loro futuro.L’offerta di consulenza è polarizzata tra un gruppo di circa 30 grandi aziende, per la maggior parte internazionali, che rappresentano quasi il 40% del mercato, e una miriade di imprese piccole-medie con una proprietà quasi esclusivamente nazionale e con una scarsa propensione a perseguire strategie di sviluppo internazionale. Le medie e piccole imprese di consulenza sono dedicate in prevalenza a servire le PMI italiane (il 70% dei loro ricavi è realizzato con clienti di fatturato inferiore ai 50 milioni di euro), con una importante presenza nel settore manifatturiero (41% del loro fatturato) e con una focalizzazione in due aree principali di specializzazione: l’area amministrazione e controllo e l’area risorse umane e formazione.Le grandi imprese operano invece in modo prevalente con i grandi gruppi (il 56% dei ricavi proviene da clienti con fatturato superiore ai 500 milioni di euro), con una presenza dominante nel settore terziario (67% del fatturato), in particolare nei settori dei servizi finanziari, delle telecomunicazioni e dei media. Sviluppano una strategia di multi-specializzazione in pressoché tutte le aree di competenza del settore e hanno diversificato verso altre aree di business, come lo sviluppo di sistemi informativi e l’outsourcing, dalle quali proviene circa il 60% dei ricavi.Infine, la fornitura di servizi di consulenza verso il settore pubblico sembra essere relativamente sottodimensionata nel nostro Paese, con una quota del 14% sul fatturato del settore, contro il 20% di altri Paesi europei, e una sottopenetrazione delle grandi società di consulenza.

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