Ricerche

La formazione manageriale in Italia

Emanuele Castellani

04 Aprile 2018

Da oltre 10 anni Cegos esplora caratteristiche e trend del mondo della formazione, realizzando una survey che mette a confronto il punto di vista di manager L&D e partecipanti a iniziative formative. Quest’anno la ricerca ha coinvolto in Italia un campione (bilanciato per distribuzione geografica e dimensione azienda d’appartenenza) di 350 manager nelle aree HR e Formazione e oltre 500 dipendenti che hanno partecipato a corsi, con l’obiettivo di comprendere modalità, aspettative e tendenze nell’ambito dei progetti di formazione sondando esigenze, attese e livello di soddisfazione di strutture L&D e partecipanti. Dalla survey sono emersi in particolare cinque temi considerati prioritari: # 1 Partecipanti: protagonisti della propria crescita. # 2 Le modalità formative più adatte: una visione non del tutto convergente. # 3 Un panel variegato di soluzioni formative; digital in crescita. # 4 Digitalizzazione della formazione: a che punto siamo? # 5 Processi e servizi di formazione: soddisfatti, ma...


#1 Protagonisti della propria crescita

Parlare di formazione significa parlare di crescita e sviluppo della persona: è fondamentale comprendere come i partecipanti si pongano nei confronti della propria evoluzione professionale. Riguardo ai corsi di formazione frequentati, ben il 65% dei partecipanti ha affermato di aver preso direttamente l’iniziativa (35%: “i corsi sono stati imposti”). I risultati che emergono sono positivi e confortanti. È infatti alta la percentuale di partecipanti che ha scelto personalmente la formazione come driver per la propria crescita.

Altri dati confortanti emergono da un’altra domanda: l’81% degli intervistati riconosce l’importanza delle iniziative formative lungo tutta la durata della propria vita professionale. Sembra diffusa la consapevolezza che formarsi non sia importante solo in concomitanza di particolari situazioni (aggiornamento, cambio di ruolo o mansione ecc); la formazione è una leva per il successo e la crescita del singolo per l’intera durata della carriera professionale, a maggior ragione in contesti di trasformazione come quelli che stanno caratterizzando questi ultimi anni.


#2 Le modalità formative più adatte: una visione non del tutto convergente

In merito alle modalità formative ritenute più adatte da manager e partecipanti per lo sviluppo delle competenze, emergono alcune tendenze allineate, in particolare riguardo alla formazione in aula e al coaching, con valori che non si discostano troppo tra i due cluster.


Figura 1. Le modalità formative più adatte: alcune differenze


Risaltano tuttavia differenze più sensibili come nel caso della possibilità di fruire di risorse online: i partecipanti apprezzano questa modalità in maniera sensibilmente superiore rispetto alla percezione dei manager (38% complessivo vs 27%).


#3 Un panel variegato di soluzioni utilizzate; digital learning in crescita

La formazione in aula continua a essere la modalità formativa più utilizzata (il 99% del campione ha fatto ricorso a corsi presenziali). Ma non è l’unica modalità utilizzata massivamente dalle aziende.


Figura 2. Quali, fra le seguenti modalità di formazione, ha messo in atto la sua azienda nel corso degli ultimi 3 anni?


Spicca in particolare l’82% relativo all’utilizzo di digital learning (moduli e-learning, virtual classroom, video, risorse accessibili online). Situazione che potrebbe consolidarsi (soprattutto per quanto riguarda digital e blended) nei prossimi anni.


Figura 3. Tra queste modalità, ci indichi quelle che pensa cresceranno nei prossimi due anni


Ben il 33% degli intervistati sostiene che la formazione digitale affronterà una crescita sensibile; dati peraltro in linea con ciò che emerge da un’altra domanda (nel corso degli ultimi 2 ha facilitato l’accesso e/o incoraggiato l’utilizzo delle seguenti modalità digitali?).

La percentuale di manager che ha sostenuto l’utilizzo di digital learning è molto alta, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo di moduli e-learning (81%), fruizione di video (73%) e l’accesso a virtual classroom (68%). Più bassi, ma sempre significativi i valori relativi ad altre modalità (22% serious game, 28% social learning, 13% augmented/virtual reality). L’8%, infine, dichiara di non aver favorito l’accesso a nessuna modalità di digital learning.


#4 Digitalizzazione della formazione: siamo in ritardo?

Siamo in piena Digital Transformation, ma qual è lo stato dell’arte in tema di digitalizzazione dei processi formativi? Abbiamo voluto sondare il livello di digitalizzazione dei servizi e delle soluzioni aziendali

(accesso a risorse digitali, digitalizzazione di fasi del processo, riduzione di costo medio/partecipante).


Figura 4. In che % la formazione nella vostra azienda è digitalizzata? E nei prossimi 2 anni?


Oggi il 62% delle aziende intervistate sostiene che la formazione è digitalizzata in una percentuale inferiore al 25%; tendenza che muterà sensibilmente nel prossimo biennio. Emerge l’intenzione delle organizzazioni di intensificare la transizione dell’azienda verso il digitale anche nei processi di formazione, in maniera comunque graduale. In previsione, passerà dal 62% al 26% la quota di aziende con digitalizzazione inferiore al 25%; il 43% sostiene che incrementerà la digitalizzazione dei processi oltre il 40%.

Abbiamo cercato di comprendere quali possano essere limiti e ostacoli in questo senso. Non sembra essere tanto un problema di disinteresse (15%) o mancanza di budget (14%); il limite più evidente, stando alle risposte degli intervistati, è costituito dalla mancanza di una spiccata cultura digitale diffusa in seno all’organizzazione (33%).


#5 Processi e servizi di formazione: soddisfatti, ma...

Abbiamo infine cercato di fotografare l’importanza attribuita al ruolo delle strutture L&D in azienda, i termini di centralità della formazione rispetto alla strategia di sviluppo aziendale e il livello di soddisfazione complessivo (in riferimento non solo alle iniziative formative seguite ma, più nel complesso, delle performance delle strutture L&D).


Figura 5. Nella tua azienda la formazione è considerata una leva strategica?

Dalla survey emerge che solo il 27% dei partecipanti e il 20% dei manager è convinto che la formazione sia una leva strategica per lo sviluppo aziendale; la maggior parte delle risposte si è invece concentrata su valori mediani (abbastanza e non del tutto). In termini invece di soddisfazione complessiva (scala 1-10) è interessante rilevare la parziale soddisfazione che partecipanti e manager manifestano rispetto al ruolo e alla performance della formazione e alle modalità con cui viene gestita: il punteggio medio attribuito dai dipendenti è 6,3/10, quello espresso dai manager è 6,8/10. I valori indicano chiaramente che ci possono essere margini di miglioramento: sintomo di consapevolezza e interesse verso un futuro in cui le politiche di sviluppo HR siano ancora più al centro.

La sfida per le strutture L&D è creare un servizio che sia perfettamente integrato con la strategia aziendale e con l’operatività quotidiana; le nuove soluzioni che la digital transformation mette a disposizione sono sicuramente una condizione necessaria (ma non sufficiente) e possono probabilmente agevolare le aziende in questo senso.

 

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