Speciale Aprile 2017

La nuova scienza della chimica dei team

Questo speciale illustra i diversi tipi di personalità che compongono un gruppo di lavoro e come ottimizzare i risultati di ogni combinazione.

La nuova scienza della chimica dei team

Sfruttare al meglio la diversità cognitiva
Quando un team non è all’altezza delle proprie potenzialità spesso è perché il responsabile non sa come individuare e gestire le differenze nel modo di affrontare il lavoro proprio dei vari membri; il risultato è che alcune delle idee più importanti rimangono inascoltate o inapplicate. Per aiutare le organizzazioni a recuperare questo valore disperso, Suzanne M. Johnson Vickberg e Kim Christfort di Deloitte presentano una griglia che permette di identificare e gestire quattro stili di lavoro primari.
I pionieri valutano le possibilità e sprizzano energia e immaginazione. I guardiani apprezzano la stabilità e portano ordine e rigore. I driver amano le sfide e generano slancio. Infine gli integratori danno importanza alle relazioni e tengono insieme il team. Ognuno di noi è un miscuglio di questi stili ma generalmente il nostro modo di pensare e di comportarci si avvicina a uno o due di essi.
La grammatica dei quattro stili fornisce ai leader e ai loro team un linguaggio comune per discutere somiglianze e differenze nel modo in cui le persone sperimentano le cose e preferiscono lavorare. Una volta che un manager ha individuato gli stili di lavoro dei propri collaboratori e valutato in che misura le differenze tra loro sono utili o al contrario negative, deve agire per evitare che essi sentano il peso delle difficoltà senza trarne nessun vantaggio.
Per sfruttare al meglio i diversi stili presenti nel team il leader deve:
1. Mettere a contatto tipologie opposte in modo da generare attriti produttivi.
2. Dare più visibilità e voce alle persone che hanno punti di vista non dominanti.
3. Dedicare un’attenzione ulteriore a raccogliere il contributo degli introversi sensibili, che rischiano di non emergere mentre il loro apporto è prezioso per il gruppo.

La parola ai dirigenti
Dopo aver applicato la griglia di Deloitte ai loro team e alle loro organizzazioni, cinque alti dirigenti di Marriott, American Express, Southwest, National Grid e Kellogg condividono la propria esperienza.

Un approccio biologico
Il lavoro di Deloitte sulla chimica dei team si rifà agli studi dell’antropologa biologica Helen Fisher, che a sua volta basa la sua valutazione della personalità sulle acquisizioni delle neuroscienze. Indagando ciò che ci fa innamorare di una persona e non di un’altra, Fisher ha individuato come quattro sistemi biologici – dopamina/noradrenalina, serotonina, testosterone ed estrogeni/ossitocina – corrispondano ciascuno a una particolare combinazione di tratti della personalità. Dopo aver esposto i fondamenti scientifici del suo lavoro, spiega come identificare gli stili di personalità degli altri e adattarvisi in maniera produttiva. Infine valuta se e come uno screening della personalità possa e debba informare le decisioni del management.
I test che hanno plasmato il settore
Negli ultimi 100 anni tre test hanno avuto un peso straordinario sulla teoria e la pratica dello screening della personalità: il Myers-Briggs Type Indicator, il Five-Factor Model e lo StrengthsFinder.

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