Un antidoto all’inciviltà

Un antidoto all’inciviltà

 

«È quasi impossibile condurre una vita lavorativa senza essere toccati dall’inciviltà», scrive l’autrice. I sondaggi da lei effettuati su migliaia di lavoratori negli ultimi vent’anni rivelano che il 98% ha subito comportamenti incivili in prima persona e il 99% vi ha assistito. Nel 2011 la metà affermava di essere trattata male almeno una volta alla settimana, contro il 25% del 1998. I comportamenti maleducati vanno da cattiveria e svalutazione esplicita all’ignorare le opinioni delle persone o controllare la posta elettronica durante le riunioni. Osservare o subire un comportamento sgarbato inibisce la memoria a breve termine e quindi le abilità cognitive ed è stato dimostrato che danneggia il sistema immunitario, crea tensione nelle famiglie e produce altri effetti deleteri. 

Porath ha individuato alcune tattiche che minimizzano gli effetti dei comportamenti maleducati sulla salute e sulla prestazione. Il rimedio più efficace è lavorare in maniera olistica sul benessere della vittima piuttosto che tentare di cambiare il responsabile o la relazione. L’approccio è duplice: coltivare lo sviluppo cognitivo, che comprende ad esempio crescita, slancio e apprendimento continuo, e lo sviluppo affettivo, che significa sperimentare sul lavoro passione, divertimento e vitalità. 

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