Venti visioni innovative per il 2007

Nella rassegnas annuale di HBR sulle idee più innovative per il business di quest’anno, Duncan J. Watts sostiene che sono le persone normali, e non gli individui «influenti» a scatenare le epidemie sociali. Per Yoshita Hori, i giovani imprenditori giapponesi si accingono a mettere in ombra quelli della Cina e dell’India. Frédéric Dalsace, Coralie Damay e David Dubois propongono di costruire dei brand che, come Harry Potter, maturano assieme ai loro clienti. Michael Schrage svela quale grande valore si nasconda in equazioni e algoritmi creati molto tempo fa. Harry Hutton e Barbara Perry mettono anche la speranza tra gli strumenti di un manager di successo. Eric Von Hippel mette in luce la Danimarca, dove l’innovazione centrata sull’utente è diventata una priorità nazionale. Per Linda Stone è in atto una ribellione contro la schiavitù da BlackBerry e telefono cellulare. Michael C. Mankins suggerisce il modo per usare bene la liquidità in eccesso. Ap Dijksterhuis dice che per prendere una buona decisione, è meglio dormirci sopra. Robert G. Eccles, Liv Watson e Mike Willis riferiscono di un nuovo standard di software che permetterà un flusso molto più agevole di informazioni economiche e finanziarie. Geoffrey B. West contesta l’opinione diffusa che nelle piccole organizzazioni l’innovazione sia più creativa. Karen Fraser ci avverte che molti clienti apparentemente fedeli stanno per lasciarci con motivazioni di tipo etico. Phillip Longman prevede il ritorno alla famiglia patriarcale e ne indica gli effetti sul marketing. Rashi Glazer illustra le implicazioni socioculturali ed economiche delle nanotecnologie. Yoko Ishikura sollecita le aziende globali ad imparare a «pensare locale». Klaus Kleinfeld ed Erich Reinhardt esplorano la convergenza tra tecnologie dell’immagine e biotecnologie e i grandi benefici che ne verranno alle terapie mediche. Christopher Mayer vi consiglia di pensare bene a ciò che volete ottenere dal vostro network prima di costruire la relativa piattaforma. Charles R. Morris sostiene che i costi per la sanità stanno calando: sono le spese a salire. Clay Shirky spiega perché i progetti open source hanno successo anche quando falliscono. David Weinberger ammonisce che l’accountability si sta trasformando nella superstizione di un «accountabalism».

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